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Cucinare il polpo

Cucinare il polpo

L'arricciatura è un procedimento che serve ad ammorbidire le fibre del polpo ed a liberarlo dalla pelle. Si compone di quattro fasi che in origine venivano compiute dai pescatori sugli scogli alla fine della giornata di pesca. Prima però il polpo deve essere eviscerato e si toglie la membrana tentacolare superiore. Nella tradizione mariara barese si asportava con i denti la tasca del nero in modo senza romperla perchè si usava friggerla. 

  1. Battitura: il polpo viene battuto sugli scogli con un'asse di legno rettangolare con manico, in modo da uccidere il polpo e avere un primo spezzettamento delle fibre.
  2. Sbattitura: il polpo viene preso in mano e sbattuto ripetutamente con violenza sugli scogli in prossimità del mare in modo da sciacquarlo ogni tanto. Gli urti con lo scoglio inteneriscono definitivamente le fibre, si chiama anche cottura meccanica a freddo
  3. Pelatura o Strisciatura: questa terza fase è saltata da molti e si effettua prendendo il polpo dalla testa e strofinandolo delicatamente sugli scogli per almeno 15 minuti, spruzzandovi sopra acqua di mare.
  4. Arricciatura vera e propria: originariamente era effettuata in mare con dei cestini di vimini in cui venivanmo messi i polpi ed agitati continuamente con moto sussultorio ed ondulatorio, altalenati ritmicamente da una parte all'altra del cestello sino a che non si creava una schiuma che andava lavata in mare. I tentacoli si arricciano e attorcigliano su se stessi.

Alla fine di questo processo il polpo perde la pelle e diventa di colore più chiaro con i tentacoli non più lisci ma in riccioli. Il grandissimo valore aggiunto di questa operazione è che le carni diventano tenerissime ed è assolutamente necessario nel caso lo si voglia mangiare crudo, anzi è la conditio sine qua non per mangiare un polpo crudo. L'operazione completa dura 1-2 ore.

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